Stabilimenti balneari: proposta di classificazione iconografica

7633238-tre-stelle-marine-isolate-su-uno-sfondo-biancoVito Tassiello, Comitato Balneari Puglia

“La grave crisi economica di questi ultimi anni sta letteralmente stravolgendo il contesto economico e sociale dell’intera Italia e Europa soffocando le attività imprenditoriali, i consumi e gli investimenti necessari per ogni tipo di attività di impresa. Tuttavia, questa situazione ha permesso di guardare in faccia ad una realtà che è completamente diversa a quella di qualche anno fa e dove bisogna intraprendere nuove idee, iniziative e best practice per poter far fronte ad una competizione che si è allargata sempre di più e dove non è più pensabile che i principali competitors dei stabilimenti balneari sono le strutture a destra o sinistra della nostra, ma che sono diventate ad esempio le crociere o le località straniere raggiungibili in poco più di qualche ora di volo e con prezzi estremamente concorrenziali.

Detto ciò, anche il sistema balneare meriterebbe più innovazione e sinergia comune.

Un pensiero che abbiamo sempre avuto nelle discussioni e riunioni di famiglia è che il sistema dell’ospitalità in genere non può essere lasciato all’ improvvisazione e incapacità di gente che si improvvisa albergatore, ristoratore o gestore di un lido.

Dunque l’idea che anche agli stabilimenti balneari possa essere riconosciuta una classificazione iconografica (con stelle… magari marine) come viene fatto per alberghi e hotel in virtù dei servizi offerti e della loro qualità.

Questo, secondo la nostra modesta opinione, porterebbe una serie di benefici a tutto il sistema balneare, al sistema turismo, all’ospitalità italiana e soprattutto ai consumatori finali che sarebbero in grado di riconoscere immediatamente il tipo della struttura e di confrontarla con le altre. Inoltre, il riconoscimento iconografico potrebbe diventare un ulteriore “arma” –  per  poter far fronte alla volontà Europea di mettere a bando le concessioni demaniali – come barriera all’ingresso alla fatidica data del 2020 tutelando maggiormente gli investimenti fatti dagli imprenditori e imprenditrici.

Colgo anche l’occasione di “denunciare” il sistema balneare il quale meriterebbe gruppi più coesi, più aperti al confronto  e che debbano collaborare ancora più intensamente e a stretto braccio e con un management che – opera all’interno degli stabilimenti –  andrebbe mentalmente svecchiato anche attraverso iniziative comuni (per esempio comunicazione integrata, corsi di aggiornamento per il management ecc).

Di quanto detto e affermato mi assumo tutte le responsabilità e sarei pronto a collaborare per iniziative che mettano al centro l’intero sistema balneare e turistico eliminando visioni provinciali ed oramai obsolete.”

 

… A dire il vero il sistema era già stato utilizzato a fine anni ’90 anche in Toscana, ma non ha funzionato ed è stato tolto poiché c’era difformità di classificazione tra le varie aziende. Un sistema regolamentato come quello degli hotel sarebbe però auspicabile

 

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