Stessa Spiaggia Stesso Mare: i Bagni Roma di Genova

335Da  un bagnante innamorato dei Bagni Roma di Laura Castello

Vi entrai tredicenne, era anche la prima volta che entravo in uno stabilimento balneare; fu amore a prima vista.

Continuai a frequentarli pedissequamente per qualche estate ma come in un sogno, lo stabilimento fu rilevato da una famiglia composita da cinque unità nell’ estate del 1976 (millennio precedente).

Il patriarca era Pino (genovesissimo nonostante il nome), autentico lupo di mare, con la pelle di un alligatore e i polmoni di un delfino. Aveva coronato il sogno della sua vita, rilevare uno stabilimento balneare e regalare ai suoi tre figli un futuro.

Elda, donna affascinante e madre severa; ha passato un quarto della sua vita in un angusta postazione con lo sguardo rivolto ai clienti che scendevano le scale e l’orecchio teso a sentire ogni rumore che segnalava una particolare situazione. Una vera bagnina, nonostante non l’abbia mai vista in costume.

E poi c’erano loro, i figli: Danilo, Laura e Valeria (dal più grande al più piccolo).

Conobbi Danilo sulla ghiaiosa battigia da scirocco, faceva il bagnino nel suo stabilimento, Laura dava una mano al bar e Valeria (mio dio quanto era bella!), degna figlia di Pino, con solo lo slippino consentito dai suoi otto anni,  si immergeva ripetutamente all’ altezza della boa (così a Genova chiamiamo la piattaforma galleggiante posta a un centinaio di metri dalla spiaggia), riemergendo con i suoi occhioni azzurri intrisi di salino, un vero fenomeno.

Rimasi molto colpito da Danilo e dal suo lavoro, fu così che chiesi lumi sul percorso formativo per diventare assistente bagnanti, in vulgo bagnino, detto fatto, l’anno dopo conseguii il brevetto e nell’estate del 1979 feci il mio esordio lavorativo come bagnino ai Bagni Roma.

E infine Laura, corteggiata, data la sua avvenenza, da fascinosi bagnanti, vera donna manager del gruppo, sempre a suo agio in qualunque situazione.

Se oggi ho un lavoro come impiegato del comune di Genova lo devo ai Bagni Roma perché dopo la stagione d’esordio, continuai a inanellare anni  da bagnino comunale e divenni un triste bagnino da piscina, sigh, sigh!

Tornando ai Bagni Roma, sono rimasti quasi uguali a quelli che ho conosciuto quarant’anni fa, resistono ancora abbonati ottuagenari, perché i menzionati, sono gli unici che nel corso dei decenni hanno conservato la prerogativa di stabilimento famigliare, non cedendo al tentacolare cemento e alla chiassosa piscina, sono rimasti un’oasi tranquilla incastrata nel traffico metropolitano, sono tornato in pianta stabile a fruire tutti i giorni di questo gioiello raro e spero che nulla e nessuno mi privi per gli anni a venire del piacere di trascorrere l’estate con questa splendida famiglia.

Grazie di esistere, un innamorato bagnante!

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