The Rime of the Ancient Mariner

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At lenght did cross an Albatross,  Alla fine un Albatro passò per aria, e venne a noi

Thorough the fog it came;  attraverso la nebbia.

As if it had been a Christian soul, Come se fosse stato un’anima cristiana,

We hailed it in God’s name. lo salutammo nel nome di Dio.

It hate the food in ne’er had eat, Mangiò del cibo che gli demmo, benchè nuovo

And round and round it flew. per lui; e ci volava e rivolava d’intorno. Il

The ice did split with a thunder-fit; ghiaccio a un tratto si ruppe,

The heilmsman steered us through! e il pilota potè passare fra mezzo.

 

And a good south wind sprung up behind; E un buon vento di sud ci soffiò alle spalle,

The Albatross did follow, e l’Albatro ci teneva dietro;

And every day, for food or play, e ogni giorno veniva  a mangiare o scherzare sul bastimento,

Came to the mariners’ hollo! chiamato e salutato allegramente dai marinari.

Ciò che è successo ieri ad un mio caro amico e collega balneare Antonio Smeragliuolo e il suo racconto così meravigliato ed emozionato per aver salvato un gabbiano impigliato nelle reti mi ha fatto venire in mente questa ballata, “ The Rime of the ancient Mariner” di Samuel Taylor Coleridge, vecchio ricordo degli studi del liceo, che ho voluto riportare nella sua parte iniziale… per voler dare un messaggio di speranza a tutti i balneari

Dopo un lungo viaggio iniziale la nave giunge al Polo Sud, terra di ghiacci e nebbia, e di conseguenza la nave è costretta all’immobilità (vi ricorda qualcosa, la nostra condizione forse?). Questo stato di non movimento dura finché non giunge l’albatro, grosso uccello che viene accolto dalla ciurma come un simbolo divino, di salvezza che porta un  un vento propizio che li spinge verso nord, fuori da quei ghiacci per l’Oceano Pacifico…

Purtroppo malauguratamente, il vecchio marinaio con la sua balestra uccide l’albatro dicendo semplicemente “I shot the albatross” perché è il bene che ha bisogno di spiegazioni e non il male. Ma questo è la continuazione di una ballata che ha risvolti psicologici più intensi e certo non indagabili in questa sede, ma comunque spero che ciò che ha fatto ieri Antonio, dimostrando amore per la Natura, quella che hanno tutti i colleghi balneari perché vivono a contatto diretto con essa, anche nel modo di raccontare l’avvenuto, sia di buon auspicio per noi balneari e che finalmente il vento spiri propizio anche per noi e per le nostre famiglie…

L’AMORE PER L’AMBIENTE

Questa ballata anche se del  1798 è attualissima, poiché sono gli uomini che, con gesti che non devono neppure essere spiegati, perché il male stesso come già detto non ha bisogno di essere giustificato, si fa e basta, stanno distruggendo lTerra, si è perso il senso della sacralità del creato e della solidarietà che ci lega con tutte le creature viventi della terra. “La Terra – come afferma Anna Maria Ortese – è un corpo celeste, che la vita che vi si espande da tempi immemorabili è prima dell’uomo, prima ancora della cultura, e chiede di continuare ad essere, e a essere amata… Io sono dalla parte di quanti credono nell’assoluta santità di un albero e di una bestia, nel diritto dell’albero, della bestia, di vivere serenamente, rispettati tutto il loro tempo. Sono dalla parte della voce increata che si libera in ogni essere – al di là di tutte le barriere – e sono per il rispetto e l’amore che si deve loro. C’è un mondo vecchio fondato sullo sfruttamento della natura madre, sul disordine della natura umana, sulla certezza che di sacro non vi sia nulla. Io rispondo che tutto è divino e intoccabile: e più sacri di ogni cosa sono le sorgenti, le nubi, i boschi e i loro piccoli abitanti. E l’uomo non può trasformare questo splendore in scatolame e merce, ma deve vivere e essere felice con altri sistemi, d’intelligenza e di pace, accanto a queste forze celesti… La Terra è il mio amore. Amo e venero la Terra! È il mio Dio. Penso alle mucche, ai vitelli, al toro; capre e pecore e perfino… all’umile maiale, come a rappresentazioni celesti: mansuete, dolorose sempre, benevole sempre, magnifiche.”

E noi balneari amiamo il Mare più di ogni altra cosa… Grazie Antonio, caro Amico Mio

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