Tornato da Bruxelles, Monticelli chiede la convocazione immediata di un tavolo di lavoro con il governo italiano

wpid-dsc_2016.jpgLuciano Monticelli,  delegato ANCI al Demanio marittimo,appena rientrato da Bruxelles, fa nuovamente sentire la sua voce in modo chiaro e determinato e, senza indugio, chiarisce la sua posizione di gratitudine per i parlamentari europei che hanno più volte dimostrato di avere compreso l’importanza del settore balneare, vedasi gli ultimi due appelli in ordine cronologico dell’On.le Roberta Angelilli e dell’On.le Lara Comi da noi riportati, ma al contempo il senso di frustrazione e rabbia che anche tutti noi balneari abbiamo: non sapere neppure chi sarà il ministro competente in materia.
Grazie, Luciano Monticelli, per le  parole semplici e dirette che lei ancora una volta ha speso per la nostra categoria e per avere compreso, da sindaco di una città di mare quale è, che “la scomparsa dal panorama produttivo di 30.000 imprese, oltre ad essere un serio problema sociale, costituirà un disastro per l’economia dell’intero Paese, in particolare per i Comuni costieri” 
 Ecco le sue parole
“Se da un lato è fortemente tangibile il sentimento di gratitudine per i parlamentari europei che hanno dimostrato d’aver perfettamente compreso l’importanza del turismo balneare, vero e proprio volano all’economia italiana, dall’altro lato aleggiano rammarico e delusione perché, malgrado la sintonia tra imprenditori italiani e politici europei, non si riesce ancora a trovare una soluzione concreta ai problemi legati alle concessioni demaniali marittime”. Lo afferma il delegato dell’Anci al Demanio Marittimo, Luciano Monticelli, che fa sue le parole di Sib, Fiba e Cna: “Il Ministro degli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, nonostante lo sforzo dei  parlamentari europei volto a convincerlo a convocare urgentemente il tavolo tecnico tra Organi Istituzionali ed Associazioni di Categoria, si è dichiarato non competente sulla riforma della normativa legislativa che riguarda oltre 30.000 imprese balneari italiane, 300.000 addetti diretti ed oltre 1.000.000 di occupati. Nel corso dei colloqui è emersa, inoltre, un’inquietante realtà dal momento che, ad oggi, all’interno del Governo italiano non si conosce quale sia il referente della materia oggetto del contenzioso. L’attuale situazione ci preoccupa seriamente perché il rimpallo di responsabilità c’impedisce ancora una volta di poter disporre di un confronto al fine di arrivare ad un riordino della disciplina legislativa del demanio marittimo. Rimaniamo in attesa – prosegue la nota congiunta – di conoscere al più presto la data di convocazione del tavolo di lavoro per definire le modalità d’azione che il Governo italiano intende perseguire, in sede nazionale ed europea, ed arrivare ad una proposta condivisa”.
Monticelli ricorda dunque che “stiamo parlando di un settore che si caratterizza sia per i rilevanti investimenti materiali ed occupazionali e sia per le funzioni pubbliche ad esso connesse quali la salvaguardia dell’ecosistema e la conservazione di beni d’interesse collettivo, solo per fare alcuni esempi. E’ assolutamente necessario che il Governo si muova, ed in fretta, altrimenti sarà la  fine di un’intera categoria e con essa l’estinzione di un sistema d’impresa definito da tutti unico ed esclusivo. Ovviamente – conclude Monticelli – la scomparsa dal panorama produttivo di 30.000 imprese, oltre ad essere un serio problema sociale, costituirà un disastro per l’economia dell’intero Paese, in particolare per i Comuni costieri. Auspico quindi una sollecita convocazione di un tavolo. E se ciò non avverrà in tempi rapidi non ci fermeremo di certo… incalzeremo ancora Esecutivo e forze politiche in difesa di un settore di fondamentale importanza per l’economia dell’intero Paese”. (com/mv)
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