Triplicati i canoni demaniali. Mini stangata sulle tariffe

Fonte Resto del Carlino
Civitanova, 16 marzo 2013 – UNA STAGIONE balneare difficile, per gli operatori e anche per i bagnanti, che dovranno vedersela con piccoli rincari. A lanciare l’allarme sono proprio i bagnini, da Porto Recanati a Civitanova, alle prese con i rincari sui canoni demaniali, sull’Iva (prossima all’aumento dal 21 al 22%) e sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Ed ecco rincarare — anche se di appena un euro — anche sdraio, ombrelloni e lettini. Così quest’anno si pagherà 6 euro un ombrellone, 6 euro un lettino e 4 euro una sdraio. Ma come, c’è crisi e si aumentano le tariffe? Ebbene sì, sospirano i bagnini, che da quest’anno vedranno quasi triplicato il canone demaniale.

«La geniale idea è stata del sindaco di Cupra Marittima — spiegano Claudio Pini, Roberta Piangerelli e Peppe Carbone, i tre rappresentanti dell’Abat delle cittadine rivierasche —: ha chiesto alla Corte dei Conti come mai gli stabilimenti balneari pagassero il canone demaniale solo durante il periodo nel quale erano aperti, circa 5 mesi (da maggio a settembre), periodo durante il quale effettivamente utilizziamo il suolo demaniale. La Corte dei Conti ha risposto dicendo che sarebbe stato possibile pagare il canone solo per quel periodo a condizione che, alla scadenza, la concessione demaniale venisse riconsegnata e quindi rimessa all’asta. Altrimenti si sarebbe dovuto pagare la quota per l’intero anno. Un assurdo che ha costretto l’intera categoria a pagare la concessione annualmente, visto che lo stesso demanio ha prontamente inviato a tutti il conto».

ECCO CHE da 60 centesimi a metro quadrato finora pagati per sei mesi «siamo passati — proseguono gli operatori — al pagamento per intero di 1,30 euro al metro quadrato per tutto l’anno applicato alle concessioni scoperte e 2,20 euro al metro quadrato per le concessioni di facile rimozione (strutture amovibili come chioschi e cabine). In più ci si chiedono 5 anni di arretrati sulla differenza del canone. A conti fatti se fino ad oggi uno chalet con una concessione demaniale pari a 10mila metri quadrati di spiaggia pagava 5mila euro di canone demaniale ora deve pagarne circa 13mila. Non solo deve aspettarsi la richiesta di pagamento per i cinque anni precedenti. Ma non scordiamo anche la tassa di smaltimento dei rifiuti, anch’essa applicata per l’intero anno e che con il passaggio da Tarsu a Tares è per il 100% a carico dei contribuenti».

E gli operatori, per giustificare il piccolo aumento applicato, hanno pensato bene di farsi fare i conti da un professionista: «Dall’incasso di un ombrellone, un lettino e una sdraio equivalente a 16 euro bisogna togliere 4 euro per l’Iva, 5 euro per le tasse, tre euro per la nettezza urbana e pagare il bagnino di salvamento. Forse al titolare rimarrà appena un euro da mettere da parte per eventuali attrezzature da sostituire». Tempi di magra, dunque, per tutti. Così anche una gita al mare rischia di diventare un lusso.

Emanuela Addario

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