Turismo balneare, Efebe: ‘Italia segua l’esempio spagnolo’

file_1569_thumbdi Alex Giuzio FONTE mondobalneare.com

 

Finalmente qualcuno che parla la nostra stessa lingua

http://www.donnedamare.it/parliamo-della-spagna-visto-che-nessuno-lo-fa/

Mentre in Italia le imprese balneari da cinque anni hanno smesso di investire a causa dell’abrogazione del rinnovo automatico delle concessioni demaniali, in Spagna la lunga proroga delle medesime concessioni ha determinato la definitiva sicurezza per i titolari dei chiringuitos, che nel giro di un anno hanno potuto ristrutturare completamente le proprie imprese e guadagnare un notevole valore aggiunto. Sono le conclusioni del vertice tra Assobalneari-Confindustria, una delle quattro principali associazioni italiane degli imprenditori balneari, e la Federación de empresarios de playas che rappresenta i chiringuitos spagnoli. «I quali non sono semplici chioschi come si crede nel nostro paese – sottolinea Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari – bensì delle vere e proprie imprese analoghe in tutto e per tutto ai nostri stabilimenti». L’incontro tra Fabrizio Licordari (a sinistra nella foto) e Norberto Del Castillo, presidente della principale associazione balneare spagnola (a destra), è durato due intere giornate e si è tenuto gli scorsi giovedì e venerdì a Malaga. Entrambi sono fondatori dell’Efebe, la Federazione europea delle imprese balneari, battezzata due anni fa a Bruxelles insieme alle associazioni di Portogallo e Francia con lo scopo di scambiarsi informazioni e rappresentare con più forza l’imprenditoria balneare europea.  Ma purtroppo per l’Italia, nel frattempo, per le imprese balneari del nostro paese non è stata ancora varata la necessaria riforma a far ripartire gli investimenti, mentre i colleghi iberici con la nuova Ley de Costas hanno ottenuto una proroga tra 30 e 75 anni che «ha portato il sistema balneare spagnolo allo stesso livello di quello italiano nel 2001, quando il nostro legislatore emanò la legge 88 che con l’articolo 10 prevedeva il rinnovo automatico ogni sei anni (legge Baldini)», come riferisce Licordari a Mondo Balneare. Eppure la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, in nome della quale il governo Monti ha abrogato il rinnovo automatico, dovrebbe valere anche per la Spagna: perché, allora, queste due misure così differenti? Perché, dicono i balneari spagnoli, «non abbiamo considerato un problema né la Bolkestein né i trattati europei». Lo scopo dell’incontro dell’Efebe è servito appunto a raccogliere una nuova documentazione da portare al governo italiano per chiedere l’applicazione di una normativa analoga a quella spagnola. Infatti, «durante il vertice – spiega Licordari – abbiamo fatto il punto sulla situazione normativa dei nostri due paesi, cercando di comprendere le rispettive criticità e gli aspetti positivi». La Bolkestein in Spagna è stata ignorata Per quanto riguarda la strada che ha portato gli imprenditori balneari spagnoli a ottenere la lunga proroga, illustra il presidente di Assobalneari, «Del Castillo mi ha illustrato le problematiche che hanno riscontrato nel percorso per la riforma della Ley de Costas del 1988 che ha condotto all’approvazione di quella del 2013 e del suo regolamento del 2014, che prevede concessioni balneari con una durata trentennale. Le maggiori difficoltà le hanno riscontrate con i tecnici del governo con il quale si raffrontavano, poi superate grazie a input precisi del governo spagnolo, in particolare dal Ministro del Medio Ambiente che qui ha la competenza della materia. La normativa Bolkestein o i trattati europei qui non hanno influito sulle scelte del governo spagnolo e non sono mai stati considerati come un problema». Gli stabilimenti spagnoli stanno investendo grazie alla nuova legge Il risultato? «Attraverso questa nuova normativa – prosegue Licordari – per le imprese balneari spagnole si apre una fase del tutto nuova e con prospettive di rilancio e sviluppo. Infatti la nuova Ley de Costas prevede la possibilità di realizzare ampliamenti e miglioramenti delle strutture esistenti con effetti ovviamente positivi sulla qualità dei servizi e dell’offerta turistica spagnola. Ho percepito molta soddisfazione da parte di Norberto Del Castillo mentre mi spiegava queste cose, a testimonianza dei risultati ottenuti. Ciò pone il sistema balneare spagnolo allo stesso livello di quello italiano nel 2001, quando il nostro legislatore emanò la legge 88 con l’articolo 10 che prevedeva il rinnovo automatico di sei anni in sei anni (legge Baldini). Infatti oggi, in attesa dell’attuazione del regolamento per l’applicazione della legge, i concessionari spagnoli hanno già predisposto una progettazione per la ristrutturazione e il miglioramento dei loro stabilimenti balneari, appunto i chiringuitos». «A questo proposito – precisa Licordari – vorrei chiarire che i chiringuitos della costa spagnola non sono, come molti possono pensare, dei piccoli chioschi messi lì con carattere di precarietà, bensì vere e proprie strutture come i nostri stabilimenti balneari». Le foto seguenti, scattate da Licordari stesso, lo dimostrano

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La situazione, insomma, si è praticamente invertita: le imprese balneari spagnole stanno investendo e diventando più competitive, superando così quelle italiane ferme da ormai cinque anni e ribaltando gli equilibri del turismo balneare in Europa. Con il governo italiano che sta permettendo tutto questo senza reagire. Assobalneari: «Il governo italiano segua l’esempio spagnolo per farci tornare a investire» Aggiunge Licordari: «Ho acquisito un esempio di progettazione completa che voglio produrre al nostro governo a completamento di quanto già consegnato per fare comprendere gli effetti positivi della legge spagnola con la sua proroga. Il secondo giorno del nostro incontro è stato infatti dedicato a un sopralluogo effettuato nelle località più rappresentative della Costa del Sol: Malaga, Torremolinos e Fuengirola; e infine nella conosciutissima Marbella. È innegabile che il vedere che quello che già esiste sarà oggetto di un ulteriore miglioramento e rilancio ha provocato un senso di invidia nei confronti dei colleghi spagnoli, ovviamente in senso buono, ma anche ammirazione per quanto già oggi il sistema turistico balneare spagnolo produce. Ho potuto constatare e toccare con mano di quanto siano apprezzati i servizi offerti, sia dagli spagnoli ma soprattutto dai numerosissimi stranieri che affollano questo territorio e che qui hanno investito e comprato casa. Non appena la temperatura risulta gradevole lettini e ombrelloni vengono occupati, e i ristoranti dei chiringuitos lavorano a pieno regime: il tutto anche a beneficio dell’occupazione e dei numerosi posti di lavoro che gravitano intorno al settore (cuochi, camerieri, inservienti, personale di spiaggia). Qui i manufatti, per dedicare tutti gli spazi possibili in superficie all’accoglienza del turista, hanno strutture sottostanti della stessa superficie di quella superiore, utilizzate come depositi e locali di servizio, freschi come cantine e davvero utili per la conduzione dell’attività. Qui il salvataggio in mare non è di competenza dei concessionari, che devono solo garantire la frequenza di un corso per il primo soccorso, ma è a carico della locale amministrazione comunale (ayuntamiento)». L’importanza della Federazione europea degli imprenditori balneari «Al momento del commiato, il presidente Del Castillo ha sottolineato l’importanza di Efebe, la nostra associazione europea, perché è attraverso di essa che, con il nostro confronto e lo scambio di informazioni ed esperienze, possiamo migliorare i nostri sistemi interni, andando a prendere il meglio delle esperienze altrui, anche nel campo del lavoro operativo. Abbiamo programmato per il prossimo anno l’incontro in Portogallo. Dalla costa mi sono poi spostato all’interno per raggiungere Siviglia, dove oggi incontrerò il prof. Antonio Lazari, docente della locale Università e che ci ha aiutato a comprendere il percorso normativo spagnolo per acquisire da lui nuovi eventuali elementi utili per noi». Un secondo incontro importante, quello di oggi, di cui riferiremo nei prossimi giorni: per sostenere con cognizione le tesi portate avanti dagli imprenditori balneari italiani, che spesso invitano al governo di seguire l’esempio spagnolo, era necessario rendersi conto di persona delle realtà di cui si parla. Fonte: MondoBalneare.com

 

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