Un’altra Donnadamare: Luana Guietti, non proprio una balneare, ma…

4Stefania Matteini, nostra collega di Lido di Spina ci chiede di pubblicare la storia di Luana, che non è imprenditrice balneare, ma che lavora da anni al nostro fianco. Una Donnadamare? Per noi a tutti gli effetti
Da Luana Guietti
Tutto inizia nel 1986, mia sorella Elisabetta neo diplomata viene assunta dalla Cooperativa Esercenti Stabilimenti Balneari, una piccola realtà che associa a sé stabilimenti balneari dei Lidi Estensi e Spina del Comune di Comacchio.
Dopo qualche anno l’allora direttore decide di accettare un’altra offerta di lavoro quindi si tratta di decidere se mandare avanti il progetto della Cooperativa ed affidare la responsabilità ad una donna poco più che ventenne (mia sorella) o chiudere i battenti dal momento che i dipendi erano solo due.
Il Consiglio di Amministrazione con grande coraggio crede nel progetto Cooperativa ed affida la responsabilità ad Elisabetta.
Così nell’estate del 1990 Elisabetta mi chiama (io allora studiavo e vivevo a Bologna) e mi chiede di lavorare presso gli Uffici della Cooperativa, se il lavoro non mi fosse piaciuto sarei poi ritornata a Bologna… Anche perché non sapevamo quanto questa piccola realtà sarebbe andata avanti… Non rappresentava certo il lavoro sicuro presso uno studio solido, ma una scommessa…..
Era estate, non lavoravo e decisi di accettare, in ogni caso avrebbe avuto il tempo di trovarsi qualcun altro.
Non fu così.. non solo il lavoro mi piacque molto, ma iniziai ad innamorarmi di questa realtà, proprio io che credevo che il massimo fosse abitare nella caotica Bologna e lavorare presso uno studio ben avviato…
Qui non ci sono solo le scadenze fiscali, ma un mondo da scoprire!!!!
Dalla mucillaggine degli anni novanta alla sestuplicazione dei canoni demaniali!!! Quante battaglie!!!! ALLA PIAZZA DI BOLOGNA!!!! Sì in piazza ovviamente come a Roma ci sono sempre venuta anch’io perché più che la dirigente della Cooperativa sono una di Voi!!!!
Questi imprenditori incredibili!!! Per questo lavoro non basta la professionalità e la volontà occorre molto di più! Ci vuole cuore per fare questo lavoro,devi sperare nel sole, non odiare il vento e tanto meno le trombe d’aria, e se il mare sale tanto da arrivare allo stabilimento sperare che non rovini le attrezzature….. E rimboccarti le maniche e risistemare tutto…
Sono passati gli anni ed oggi sono ancora qui, purtroppo senza mia sorella (nel 2003 una grave malattia ha stroncato la sua giovane vita…) non cambierei mai questo lavoro… sarà forse sindrome da stabilimento balneare?
Grazie Elisabetta ancora una volta per questa grande opportunità!!
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